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Andrea Catellani, l’uccellino che volò fino alla serie A

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Aveva grandi colpi ma un fisico molto gracile. Alla fine Andrea Catellani ha coronato il sogno: titolare nella massima serie contro la Juve. Una scommessa vinta dall’ex ds granata Varini “Ho sempre saputo che avrebbe sfondato”.
Il talento di Cadelbosco racconta l’emozione di sfidare i grandi campioni bianconeri: “Non potevo fermarmi a pensare che quelli erano veramente Buffon e Pirlo, altrimenti sarei andato nel pallone. Non dimentico la Reggiana: il primo amore non si scorda mai”.

“Su di te avevo fatto una scommessa. E l’ho vinta!”. Questo, parola più parola meno, il testo dell’sms inviato da Massimo Varini ad Andrea Catellani domenica sera, dopo il debutto dal primo minuto (non assoluto, era già subentrato due volte quest’anno) in serie A.
Una domenica speciale per tutti quelli che Andrea lo hanno visto crescere in via Agosti, con il sorriso di chi sa di avere i mezzi per inseguire un sogno e quei ricciolini alla Happy Days. Tra questi c’è soprattutto l’ex diesse della Reggiana, che fin dal primo giorno cominciò a profetizzare un futuro di… serie A per il “Falketto” di Cadelbosco.
«Ricordo ancora la prima volta in cui lo vidi giocare. Era un Reggiana-Atalanta e Andrea aveva 16. Faceva cose straordinarie con la palla ma correva poco e aveva quel corpicino fragile, sembrava un uccellino. Quello della crescita fisica rimase l’univo vero punto interrogativo sul futuro calcistico del ragazzo, ma quando cominciammo a lavorarci ci rendemmo conto che rispondeva e metteva sù massa. A quel punto era a chiaro a tutto che sarebbe arrivato, soprattutto perché aveva una maturità caratteriale e un intelligenza notevoli per la sua età».
Ma fu un gol, in particolare, a “illuminare” Massimo Varini. «Quello col Montevarchi. Un pallonetto al portiere che soltanto i grandi talenti possono fare. Certi numeri, o ce li hai o non ce li hai: Andrea li aveva nel suo bagaglio, non glieli ha insegnati nessuno». Difficile dire oggi dove potrà arrivare. «Credo che la serie A da titolare, in una piazza comunque importante e competitiva come Catania, sia un grande risultato e per ora Andrea deve lavorare soprattutto per restarci, in serie A».
Proprio per questo è difficile vedere all’orizzonte un nuovo Catellani nel vivaio granata: «Difficile, ma bisogna tenere conto che negli ultimi anni Reggio ha sfornato giocatori di grande livello. Penso alla classe 1986 con Cigarini, Costa e Gozzi, poi quella 1988 con Catellani».

IL GOLDEN BOY
Come sempre calmo e rilassato, anche se ha appena giocato nello stesso campo e alla stessa ora di quelli della Juventus, Andrea Catellani ci racconta l’emozione del debutto dal primo minuto in serie A.
«E’ molto semplice: bisogna pensare soltanto a dare il massimo con il massimo della concentrazione. se ti fermi a pensare che quello è Buffon e quell’altro è Pirlo, sei finito… ».
Si, ma l’emozione? Come si fa a controllarla? La notte prima hai dormito?
«La notte è andata molto bene. Domenica ero teso, ovvio, ma sapevo anche di dover tenere la testa sul campo, su quello che avrei dovuto fare per il Catania. Oggi resta il ricordo di una giornata stupenda della prima maglia da titolare in serie A contro la Juve. Il coronamento di un altro sogno, perché il primo l’avevo già realizzato indossando la maglia della squadra per cui il mio cuore batte da sempre, la Reggiana ».
Peccato per quella grande occasione nel finale, che poteva spedirti direttamente nella storia del Catania: l’uomo che beffò la Juve al Massimino: te lo immagini?
«Già. Ho avuto la pala per vincere la partita, ma ci sono arrivato stanchissimo e ho calciato fuori. Peccato, tra l’altro ci ero andato vicino anche nel primo tempo. E’ andata bene comunque, sono contento».
Una domanda per tutti gli juventini (e sono tantissimi) di Reggio e provincia: la Juve come l’hai vista?
«Ha fatto una discreta gara e ci ha creato delle difficoltà, ma in campo avrebbe meritato di vincere il Catania. Abbiamo giocato davanti a 25.000 persone che ci hanno dato una grande carica, credo che alla fine i tifosi ci porteranno 4- 5 punt in più in classifica».
C’è qualcuno che ti ha impressionato, da vicino?
«Beh, Buffon e Chiellini mi hanno fatto un certo effetto ma ripeto, in campo avevano tutti la stessa faccia. Certe cose non contano più».
Qual è il prossimo obiettivo di Andrea Catellani?
«Posso dire il primo gol in serie A? Oggi non penso ad altro che al Catania, ho la fortuna di giocare per un club ambizioso, in uno stadio pieno di gente. Qui mi trovo veramente bene, io e la mia fidanzata Lara ci siamo ambientati alla grande, la gente è gentile e socievole. Reggio resta sempre la mia città, quando posso ci torno volentieri, ma non posso dire che mi manchi ».
La Reggiana? Ti fa soffrire un bel po’…
«Non è partita bene, ma a mio parere era da mettere in preventivo come ogni volta in cui si punta sui giovani. La società sta lavorando bene, in modo coerente con le proprie idee e con il budget, magari sarà necessario un periodo di transizione ma sono convinto anche alla fine i risultati arriveranno». (di Alberto Bertolini)

Fonte: “Il Giornale di Reggio”

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