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A Benevento torna la Reggiana tutta “palle” e cuore, ma il gioco latita…

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Dopo una domenica d’altri tempi con l’orecchio attaccato alla radiolina e dopo il consueto lunedì di lettura dei quotidiani sportivi, mi pareva proprio che la Reggiana a Benevento avesse fatto un partitone. Dopo aver visto la partita seppur in differita, grazie comunque a Teletricolore, di sicuro posso esprimere più obiettivamente un giudizio sulla Reggiana di domenica.

Dopo l’inguardabile prova casalinga contro il Monza, siamo tornati, in parte, la squadra stoica di Pavia. Questo sì, non c’è dubbio. A Benevento non era facile. I sanniti sono sicuramente la squadra più forte del campionato (occhio però al Carpi…). Fin qui non ci piove, ma quello che preoccupa a me è che nonostante un autogol ed un gol in netto fuorigioco, non siamo riusciti a portare a casa l’intera posta. E quello che mi preoccupa ancora di più è che questa squadra pare abbia completamente dimenticato l’estetica del calcio. NON GIOCA PIU’!!!
A Pavia anche a causa della doppia espulsione abbiamo scordato da subito come si fa a costruire un’azione di gioco. Al Giglio contro il Monza neanche parlarne. Domenica a Benevento, come scritto sopra, ci siamo attaccati alla dea bendata e poi… poi… più nulla.
Dov’è finita la mia Reggiana che gioca a calcio? Eppure durante il precampionato, nonostante non si sia mai vinto, qualcosa di buono lo si era visto.

Sono preoccupato, molto preoccupato non tanto per l’attuale classifica, ma per la penuria di gioco dei granata. Questa squadra fa una grossa fatica a costruire azioni di gioco. Le fasce, che dovrebbero essere il punto cruciale del gioco granata, sono periodicamente appannaggio degli avversari. Il buon Matteini si fa domenicalmente un mazzo tanto, ma la condizione fisica è quella che è, cioè pessima. E dalla parte opposta Sperotto ce la mette tutta, le qualità (e anche le ingenuità… purtroppo) ci sono, ma sono tutte da difensore e non da ala. Senza togliere il fatto che a centrocampo, con un Viapiana bloccato in mediana a far da compagno di banco a Calzi, l’inventiva e l’imprevedibilità sono merce rara. Soprattutto in considerazione del rendimento a singhiozzo di Alessi, grande giocatore sì, ma che in tutte le stagioni granata ci ha anche abituato a parecchia discontinuità.

Vorrei essere smentito… meglio se già da domenica!!!

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